Roberto Ormanni – Il Mattino 01/11/2016

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Roberto Ormanni Il Mattino 01/11/2016
Roberto Ormanni Il Mattino 01/11/2016
Roberto Ormanni Il Mattino 01/11/2016
Roberto Ormanni Il Mattino 01/11/2016

I fablab al centro della rivoluzione culturale e tecnologica

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Fablab Olivetti
Fablab Olivetti

Fablab è l’acronimo di Fabrication Laboratory e semplificando possiamo immaginarci questo “laboratorio” come un’officina digitale in cui l’innovazione è il pane quotidiano. Ovviamente quello di semplificare il tutto associando un fablab ad un’officina digitale è solo il primo passo per far capire al lettore di cosa stiamo parlando: un posto fisico che non ha una funzione precisa ma che può adattarsi ad ogni tipo di ricerca, studio e attività imprenditoriale. Solo da qualche anno il termine fablab è stato importato in Italia direttamente oltre-oceano e più precisamente tale concetto è stato sviluppato nel MIT, presso il Center for Bits and Atoms. Infatti, in America e nel resto dell’Europa di laboratori in cui si studia e si “fa innovazione” se ne trovano quasi in ogni città. Numerosissimi sono i centri di aggregazione in cui si può trovare una stampante 3D piuttosto che una macchina a taglio laser. E in questi stessi posti, sempre più frequentati, si tengono corsi di formazione proprio per poter utilizzare, per passione o anche per lavoro, macchinari che fino a qualche anno fa potevamo solo immaginare oppure ammirare in qualche film di fantascienza. Se prima ci si immaginava la realtà virtuale sullo stile de “il tagliaerba”, ora con l’oculus rift è possibile provare le stesse sensazioni. Allo stesso modo con la stampante 3D capace di ricostruire strato per strato un oggetto, proprio come quando nei film di James Bond la spia per eccellenza ricostruiva la faccia del proprio nemico. Ma perché qualcuno pensa che per ritornare a competere in Italia abbiamo bisogno di aprire quanti più fablab è possibile? Semplicemente perché in Italia non si fa più innovazione e abbiamo necessariamente bisogno di ripartire. Un esempio dell’arretratezza italiana nel campo del digitale lo si trova nel numero dei siti delle società italiane e in particolare nel loro utilizzo. Infatti sono quasi imbarazzanti i numeri delle società che oggi non hanno un sito internet o non esistono dal punto di vista del virtuale. E come si può riacquistare il ruolo di leader se non esistiamo lì dove i clienti si stanno spostando e cioè l’e-commerce? Allo stesso modo, come riusciamo ad essere competitivi con il resto del mondo se abbiamo una classe dirigente che a malapena riesce ad avviare un pc? Oggi osserviamo un mondo a due velocità: c’è chi corre e utilizza tutte le nuove tecnologie per migliorare, far crescere i suoi prodotti e servizi e poi c’è chi si chiude nel proprio microcosmo e partecipa ad una guerra di potere che inevitabilmente vedrà tutti sconfitti. Ritornando ai fablab, non è un caso che in India, paese considerato in via di sviluppo fino a qualche anno fa, ogni giorno c’è la nascita di nuovi centri di aggregazione tecnologica in cui le nuove generazioni si confrontano, elaborano e realizzano nuove soluzioni. Non è un caso che dall’India si sta affermando un nuovo gruppo di innovatori che pian piano sta prendendo e gestendo le redini dell’imprenditoria indiana. L’India sta investendo nella realizzazione della macchina elettrica con l’obiettivo di essere leader quando, tra qualche anno, tutti saranno consapevoli che i combustibili fossili non potranno più essere utilizzati e sarà ancora più impellente la necessità di sfruttare nuove fonti di energia, più pulite e soprattutto non in esaurimento. La FIAT invece? Oltre a demoralizzare, per interesse di pochi, è ancora convinta che il petrolio abbia vita lunga e quando inizierà ad affacciarsi al mercato delle energie rinnovabili si ritroverà, casomai, un’India che, grazie ai continui fallimenti, sarà esperta della materia e sicuramente leader del nuovo settore industriale. Ma cosa c’entra tutto questo con i fablab? I fablab sono il punto di partenza da cui una nuova generazione può iniziare a prendere possesso delle nuove tecnologie e utilizzarle per la crescita dell’individuo e della comunità. Il problema è che in Italia questo messaggio ancora non è chiaro. Ancora non è chiaro che per essere competitivi al pari delle altre nazioni europee si deve investire nella cultura, nella formazione e nelle nuove tecnologie.  Questa miopia la si evince proprio dall’esiguo numero di fablab italiani, a stento superano la sessantina, e al sud forse non se ne trovano nemmeno  dieci. Nel resto dell’Europa i fablab si aprono nelle scuole e coinvolgono così tanto i ragazzi al punto che questi non vogliono tornare a casa; in Italia ci si affida alle piccole isole felici che con grande sacrificio cercano di tenere aperti quanto più tempo  possibile questi piccoli laboratori in cui si può coltivare e far crescere la speranza di un’Italia e di un mondo migliore.

Teresa Giulia Crispino

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Teresa Giulia Crispino
Teresa Giulia Crispino

Teresa Giulia Crispino
Teresa Giulia Crispino
Teresa Giulia Crispino
Telia Crispino “la dolce rivoluzionaria”: laureata in Lettere Moderne. Fondatrice di una nuova corrente letteraria “il telianesimo” che si prefigge di cambiare questo mondo a suo parere saturo di brutture. Bella, intelligente e talentuosa sarà una boccata d’aria fresca per la obsoleta classe politica italiana. Telia ama stare all’aria aperta soprattutto nella sua amata Baia Verde, dove sogna di acquisire la cittadinanza onoraria.

Giovanni Tuberosa

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Giovanni Tuberosa - Presidente SOCIAL - Società Cooperativa
Giovanni Tuberosa - Presidente SOCIAL - Società Cooperativa

Giovanni Tuberosa - Presidente SOCIAL - Società Cooperativa
Giovanni Tuberosa – Presidente SOCIAL – Società Cooperativa
Giovanni Tuberosa
Giovanni Tuberosa è Presidente di SOCIAL – Società Cooperativa, Direttore Responsabile di Social, ingegnere elettronico, Consigliere Comunale e maker nell’animo. Gestisce il Fablab Olivetti di Succivo, un progetto sperimentale auto sostenibile per rilanciare la cultura, il lavoro e le eccellenze del Made in Italy, soprattutto intellettuali. Si definisce un lavoratore, un innovatore e crede fortemente nella filosofia olivettiana del lavoro e della società.

Umberto Murolo

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Umberto Murolo - Collaboratore SOCIAL
Umberto Murolo - Collaboratore SOCIAL

Umberto Murolo - Collaboratore SOCIAL
Umberto Murolo – Collaboratore SOCIAL
Umberto Murolo
Umberto è il nostro fotografo ufficiale.

Domenico Di Marsilio

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Domenico Di Marsilio - Collaboratore SOCIAL
Domenico Di Marsilio - Collaboratore SOCIAL

Domenico Di Marsilio - Collaboratore SOCIAL
Domenico Di Marsilio – Collaboratore SOCIAL
Domenico Di Marsilio
Domenico è esperto di musica e il primo della classe nell’organizzazione di eventi culturali e musicali.

Dove Siamo

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Corso Atella, 5 – Succivo (CE) – Cap 81030

Chi Siamo

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Social è una Cooperativa Sociale nata nel 2014 attiva prevalentemente nei settori dell’innovazione digitale e della cultura.

Finalità precipue della Cooperativa sono, come da statuto, la promozione dell’essere umano e il miglioramento del tessuto sociale tramite un rilancio del settore culturale che passi attraverso l’apporto delle nuove tecnologie.

La sede operativa si trova a Succivo(CE), nel cuore dell’antica Atella e si caratterizza per un binomio a primo impatto abbastanza stridente, essa, infatti, unisce un salotto culturale, SfogliaAtella Lab, e un FabLab, il FabLab Olivetti, una vera e propria officina delle nuove tecnologie.

SfogliaAtella Lab funziona come sala lettura, sala tè, struttura per feste privata e come club serale per gli amanti della buona musica live. La connessione tra servizi commerciali e attività culturali ha dato dunque vita a un centro di produzione creativa permanente, uno spazio interculturale in cui quotidianamente si incontrano passioni, idee e intelligenze, che mette, inoltre, a disposizione degli utenti tutti gli strumenti utili per trasformare l’elaborazione in azione.

Il Fablab Olivetti, primo Fablab della provincia di Caserta,consta di una sala studio e di un laboratorio con le tecnologie più innovative quali stampa 3d, Arduino, Oculus Rift, quadricottero Phantom 4 e strumentazione da laboratorio; inoltre comprende uno studio di progettazione per dare un supporto alle nuove startup e a chi ambisce a partecipare ai numerosi bandi europei e nazionali. A gestire entrambi gli spazi è, dunque, la Cooperativa Sociale SOCIAL, che si è strutturata emulando il modello dell’impresa collettiva i cui valori cardine, che si intende costantemente replicare, sono mutualità e trasparenza.

I principali campi d’azione della cooperativa e le attività di punta nel complesso sono: Cultura:organizzazione di eventi ricreativi e di attività culturali ( reading, cineforum, corsi di lingua e cultura, circolo di lettura, live…)
Innovazione: organizzazione di seminari e di corsi di formazione rivolti all’approfondimento della conoscenza delle nuove tecnologie, con particolare attenzione ai settori informatico ed elettronico; Fab lab dotato delle tecnologie più innovative a disposizione di professionisti e appassionati; corsi di aggiornamento in informatica ed elettronica; attiva partecipazione alla nascente rete italiana dei makers
Servizi alle imprese: elaborazione, a sostegno di enti privati o di singoli, di progetti articolati per accedere a finanziamenti pubblici; erogazione di servizi digitali all’avanguardia

La mission di Social è proporre soluzioni anticrisi valorizzando talenti, idee innovative e intraprendenza, a dispetto dei dati allarmanti, soprattutto al sud, sulla disoccupazione giovanile. Base di tutto il progetto è la formazione che caratterizza i suoi autori, che spazia dall’ambito umanistico a quello ingegneristico e che ha contribuito a creare un’alchimia che piace sintetizzare con la locuzione ingegneristicamente bohèmien.

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